Politica

Il Pdl Sicilia misura la sua compattezza con il patto di legislatura proposto da Lombardo. Le remore dell’Udc e l’ok del PD

September 02 2010 21:52
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Patto di legislatura, dunque. Il governatore ha imboccato la strada e non è pensabile che torni indietro. Finora l’aveva vagheggiato, proposto, messo al centro dell’agenda politica ed aveva cercato consenso. Di nuovo c’è che non si tratta più di una questione su cui si tratta ancora. Il patto di legislatura segnerà il percorso politico per ciò che resta della legislatura.

 

Finora sono stati in tanti a chiedergli, pressantemente (e con ragione), che cosa intendesse fare, ora è lui a porre il quesito ai partner eventuali, presunti o possibili. La scelta è destinata a selezionare la coalizione. Una selezione che privilegia la disponibilità a fare un lungo tratto di cammino insieme sulla base delle cose da fare (riforme e interventi strutturali). Non, dunque, un’alleanza contingente e competitiva, com’è avvenuto finora, ma una coalizione coesa che abbia tutto l’interesse di raggiungere risultati.

 

Sulla carta dovrebbe convenire a tutti, ma nella realtà mette fuori quelli che non sanno che cosa faranno a fine corsa o, addirittura, domani, perché costretti – loro malgrado o per scelta – a navigare a vista. Per questa ragione il patto di legislatura taglia la testa al toro: è un prendere o lasciare senza costituire un ultimatum arrogante e definitivo. Resta, insomma, una scelta politica sulla quale si può dissentire ma legittima e, per molti versi, opportuna perché Dio solo sa quanto la Sicilia ha bisogno di stabilità, governabilità e fine della conflittualità permanente che ha caratterizzato la legislatura a causa dell’implosione della maggioranza di centrodestra.

 

La proposta del Presidente Lombardo giunge nel pieno della crisi fra finiani e berlusconiani, che ha certamente conseguenze per il Pdl Sicilia, nonostante l’apprezzabile volontà di mantenere compatto il gruppo parlamentare, manifestata formalmente dalle tre componenti (Misuraca, Miccichè e Scalia). La compattezza del Pdl Sicilia si deve misurare con la proposta del governatore: se verrà accolta, vuol dire che l’annuncio di Denis Verdini (“i gruppi autonomi sono automaticamente fuori dal Pdl”) non turba il sonno di alcuno o che il dado è tratto, il Pdl è lontano; se non verrà accolta o verrà accolta da una o più componenti, allora avrà selezionato anche all’interno del Pdl Sicilia più di quanto avrebbe potuto fare una formula politica o il programma di governo.

 

Il Pd e il gruppo misto federato, con l’Api di Rutelli, hanno già mostrato interesse per il patto, che si materializza con un governo tecnico nella prima fase. L’Udc si è espresso negativamente con Saverio Romano. Sarebbe propenso ad entrare nel governo solo se si accorcia la vita della legislatura, e non ha alcuna intenzione di impegnarsi elettoralmente con Lombardo. Un patto con il Pdl o solo la volontà di tenersi le mani libere?

 

Da Roma, prima o poi, arriveranno indicazioni e suggerimenti che potrebbero obbligare l’Udc siciliano ad una riflessione. Difficilmente, tuttavia, le indicazioni del leader, Casini, potranno fare cadere le remore che suscita un’alleanza con Lombardo per via della ruggine fra il governatore e l’ex Presidente della Regione, Cuffaro.

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Anonimo 03 settembre 2010   23:10
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 settembre 2010. Visualizza »

 Ci son voluti tre Governi però almeno il travaglio è stato quanto mai utile se è vero che ci avviamo ad una coalizione che si impegna non sul nome dei Pupari ma sulla Governance, sulle cose concrete da fare secondo un Piano di priorità. 

 

Sarebbe ora necessario che ogni forza politica o la coalizione stessa, non appena conclusa la struttura, si metta subito all'opera per elaborare nel più breve tempo possibile dei Piani operativi per settore di attività, fisando gli obiettivi,i tempi di realizzazione e le risorse da impiegare con assoluta concretezza e trasparenza. 

 

Non basta, cari Granata, Lombardo, Lumia, Miccichè... dirci che cambierete tutto e che farete le riforme essenziali. Dovete dare una dimensione al tutto e definire il concetto di "riforme essenziali"....

 

Più che ul Governo tecnico abbiamo bisgno di una Gestione tecnica affidata a specialisti di settore ma con una chiara visione politica d'insieme.

 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com 

 

A leggervi pare che le elezioni siano appena avvenute e che il governo stia nascendo ora e tentando di creare e realizzare le alleanze programmate. Invece siamo all'ennesimo, e speriamo ultimo, tentativo di creare alleanze niente affatto previste, in cui ognuno, e qualcuno più degli altri, ha fatto e fa la sua parte per cercare di giustificare due anni di perdite di tempo.

Anonimo 03 settembre 2010   23:10
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 settembre 2010. Visualizza »

Esatto! Enzo!

Non capisco perché non veniamo compresi...

Governo politico! Si perché deve esistere l'impegno responsabile delle forze politiche ma con apporto di veri tecnici ognuno concentrato sul proprio settore specifico con obiettivi chiari e definiti.

Concentrare gli sforzi nell'immediato verso quei settori più urgenti e cominciare a porre le basi per un progetto strutturale che dia quella svolta radicale (dalla scuola per avere un esempio..) necessaria ed auspicata. 

Ovviamente... non solo parole, a esprimere i concetti sembra tutto molto semplice ma l'impegno di ciascuno di noi, nel nostro piccolo o grande che sia, sarà indispensabile per evitare perdite di tempo inutili e tentativi di pericolosi ricorsi storici. 

Un caro saluto

MX

 

A leggervi pare che le elezioni siano appena avvenute e che il governo stia nascendo ora e tentando di creare e realizzare le alleanze programmate. Invece siamo all'ennesimo, e speriamo ultimo, tentativo di creare alleanze niente affatto previste, in cui ognuno, e qualcuno più degli altri, ha fatto e fa la sua parte per cercare di giustificare due anni di perdite di tempo.

 

Anonimo 03 settembre 2010   12:49

 Ma vogliamo capire che non ha senso fare un patto di legislatura così come vuole Lombardo?

Abbiamo già visto com'è finita con il patto di legislatura che fece Lombardo con il CentroDestra , quando fu eletto a Governatore.

I patti si fanno e dopo si rompono...

Non  ha senso dire un patto di legislatura, questo è un escamotage per essere protetto per altri due anni e mezzo.

Tanto sa.... che il prossimo governatore non sarà più lui, e quindi ....meglio questi due anni e mezzo che nulla.

Bisogna andare al voto, solo così si può ristabilire la democrazia del popolo, popolo che elesse una coalizione che adesso non esiste più.

Un saluto

Anonimo 03 settembre 2010   11:11
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 settembre 2010. Visualizza »

 Ci son voluti tre Governi però almeno il travaglio è stato quanto mai utile se è vero che ci avviamo ad una coalizione che si impegna non sul nome dei Pupari ma sulla Governance, sulle cose concrete da fare secondo un Piano di priorità. 

 

Sarebbe ora necessario che ogni forza politica o la coalizione stessa, non appena conclusa la struttura, si metta subito all'opera per elaborare nel più breve tempo possibile dei Piani operativi per settore di attività, fisando gli obiettivi,i tempi di realizzazione e le risorse da impiegare con assoluta concretezza e trasparenza. 

 

Non basta, cari Granata, Lombardo, Lumia, Miccichè... dirci che cambierete tutto e che farete le riforme essenziali. Dovete dare una dimensione al tutto e definire il concetto di "riforme essenziali"....

 

Più che ul Governo tecnico abbiamo bisgno di una Gestione tecnica affidata a specialisti di settore ma con una chiara visione politica d'insieme.

 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com 

Esatto! Enzo!

Non capisco perché non veniamo compresi...

Governo politico! Si perché deve esistere l'impegno responsabile delle forze politiche ma con apporto di veri tecnici ognuno concentrato sul proprio settore specifico con obiettivi chiari e definiti.

Concentrare gli sforzi nell'immediato verso quei settori più urgenti e cominciare a porre le basi per un progetto strutturale che dia quella svolta radicale (dalla scuola per avere un esempio..) necessaria ed auspicata. 

Ovviamente... non solo parole, a esprimere i concetti sembra tutto molto semplice ma l'impegno di ciascuno di noi, nel nostro piccolo o grande che sia, sarà indispensabile per evitare perdite di tempo inutili e tentativi di pericolosi ricorsi storici. 

Un caro saluto

MX

 

Anonimo 03 settembre 2010   11:08
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 settembre 2010. Visualizza »

Ma che ha di diverso il "Patto di Legislatura" rispetto a quanto visto fin'ora???

Immagino che nel 2008 il MPA, l'UDC e il PDL fecero anche allora un Patto per questa legislatura che rupperto dopo pochi mesi.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse chi è l'arbitro e quali sansioni può realmente dare se dopo fatto il patto verrà disatteso; non ditemi però che gli arbitri siamo noi elettori.

Questa è l'ennesima alchimia dialettica per confondere le acque e continuare questa legislatura che si trascina col sostegno di "chi ci sta". Questa è la reale formula. "Chi ci sta"  e per non pestare i piedi a nessuno si fa poco o niente solo annunci.

Continuo a dire che il PD si è fatto incastrare e ne uscirà con le ossa rotte; poteva essere veramente la svolta in sicilia tornando a votare, il PD poteva essere il punto di attrazione di un vero governo riformista dopo il fallimento di ben 2 legislature di centro destra ( quella del 2006 di Cuffaro e l'attuale di Lombardo). Ma lo sappiamo, dai tempi di Beffetto con la bicamerale, noi della sinistra siamo maestri nel farci del male.

Caro amico il PD in Sicila non avrebbe alcuna possibilità così come non l'ha avuta in precendenza per una serie di motivi, il più consistente dei quali riguarda l'antimeridionalismo viiscerale che si trascino da troppo tempo. Non è un caso che "Repubblica" cerca di demolire Lombardo con la vicenda legata alla inchiesta fantasma. Lumia ha capito che la "sinistra" deve uscire dall'angolo che hanno determinato nel tempo gli atteggiamenti tanto saccenti quanto inutili a risolvere le probletiche siciliane; in questo senso l'atteggiamento di Fava è un tipico esempio di quel che intendo.

 

Questa considerazione distinguerà il nuovo esecutivo, Lombardo ha l'esigenza di andare avanti con le riforme se vuole essere credibile, il PD ha la medesima necessità se intende uscire dalla marginalità istituzionale nel quale si è sempre ritrovato. 

 

Il PdL e UDC di Cuffaro hanno sempre ritenuto che le riforme quele esclusivo strumento di propaganda non certo sostanza poiché consapevoli che la sostanza avrebbe demolito il loro sistema di potere, un potere fondato su principi evidenti a tutti, quantomeno a coloro che ne hanno la buona volontà.

 

Questa è la differenza potenziale tra le due fasi, per quanto ai risultati aspettiamo che tutti si mettano all'opera, il consuntivo si fa sempre alla fine, ognuno a quel punto potrà valutare cosa si è modificato e se questo modifiche avranno creato discontinuità con il sistema asfittico che ci ha seppellito negli ultimi 64 anni.

 

Zetan

Anonimo 03 settembre 2010   07:10

Ma che ha di diverso il "Patto di Legislatura" rispetto a quanto visto fin'ora???

Immagino che nel 2008 il MPA, l'UDC e il PDL fecero anche allora un Patto per questa legislatura che rupperto dopo pochi mesi.

Vorrei che qualcuno mi spiegasse chi è l'arbitro e quali sansioni può realmente dare se dopo fatto il patto verrà disatteso; non ditemi però che gli arbitri siamo noi elettori.

Questa è l'ennesima alchimia dialettica per confondere le acque e continuare questa legislatura che si trascina col sostegno di "chi ci sta". Questa è la reale formula. "Chi ci sta"  e per non pestare i piedi a nessuno si fa poco o niente solo annunci.

Continuo a dire che il PD si è fatto incastrare e ne uscirà con le ossa rotte; poteva essere veramente la svolta in sicilia tornando a votare, il PD poteva essere il punto di attrazione di un vero governo riformista dopo il fallimento di ben 2 legislature di centro destra ( quella del 2006 di Cuffaro e l'attuale di Lombardo). Ma lo sappiamo, dai tempi di Beffetto con la bicamerale, noi della sinistra siamo maestri nel farci del male.

Anonimo 03 settembre 2010   03:57

 Ci son voluti tre Governi però almeno il travaglio è stato quanto mai utile se è vero che ci avviamo ad una coalizione che si impegna non sul nome dei Pupari ma sulla Governance, sulle cose concrete da fare secondo un Piano di priorità. 

 

Sarebbe ora necessario che ogni forza politica o la coalizione stessa, non appena conclusa la struttura, si metta subito all'opera per elaborare nel più breve tempo possibile dei Piani operativi per settore di attività, fisando gli obiettivi,i tempi di realizzazione e le risorse da impiegare con assoluta concretezza e trasparenza. 

 

Non basta, cari Granata, Lombardo, Lumia, Miccichè... dirci che cambierete tutto e che farete le riforme essenziali. Dovete dare una dimensione al tutto e definire il concetto di "riforme essenziali"....

 

Più che ul Governo tecnico abbiamo bisgno di una Gestione tecnica affidata a specialisti di settore ma con una chiara visione politica d'insieme.

 

Enzo Coniglio

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